La sofferta vittoria di Lecce ha regalato una settimana di relativa calma alla nostra squadra e a tutto l’ambiente rossonero, malgrado all’esterno continuino le voci riguardo il Direttore Sportivo e l’eventuale prossimo allenatore del Milan.
Il valzer dei nomi è già iniziato per la gioia di una parte della carta stampata a cui piace dipingerci, consentitemi, come quelli sempre e comunque “brutti e cattivi” mentre gli altri sono “alti belli con gli occhi azzurri”.
Non bisogna però cadere in questo gioco, che si ritorcerebbe contro di noi inevitabilmente, in un momento di ricerca di assestamento, di un’identità che latita ed il focus sugli obbiettivi che ancora sono alla nostra portata.
I nomi che girano per il DS li conosciamo: Tare, Paratici, Krösche, Scuro, Paratici e D’Amico; così come quelli dell’eventuale allenatore: Conte e Allegri in primo piano. La mia preferenza andrebbe a Tare come Direttore Sportivo e a De Zerbi come allenatore. Per molteplici motivi: considero Tare un dirigente di grande personalità e conoscenza, con una comprovata esperienza nel nostro campionato; De Zerbi è l’allenatore che non solo riporterebbe un po’ di “milanismo” ma perchè mi affascina il suo gioco, sempre propositivo. Rispetto Conte e Allegri, che ritengo ottimi tecnici ma non riesco ad immaginarli al timone della squadra rossonera. Nel caso di Conte c’è il rischio che, oltre all’ingaggio esorbitante, la società abbia una richiesta di campagna acquisti onerosa e di impossibile realizzazione. Riguardo ad Allegri, il dubbio è legato alla proposta di gioco, troppo speculativa, e al timore della fallibilità dei ritorni (in Toscana, “la minestra riscaldata”).
In questo scenario c’era da affrontare la partita con il Como, una partita contro una squadra che gioca un calcio tra i più brillanti del campionato italiano, con un tecnico, Cesc Fabregas, giovane ma allo stesso tempo esperto, per il background da calciatore e per la scuola calcistica di provenienza. Fabregas, in particolare, ha un’ idea di gioco ben delineata e piacevole che sta dando i suoi frutti, grazie ad interpreti giovani e talentuosi.
PRIMO TEMPO
La partita inizia con un fuoco di paglia della nostra squadra della durata di dieci minuti, al 4 minuto break di Theo che prende palla a metà campo, uno due con Gimenez e volata verso l’area avversaria, serve Musah che dribbla il portiere ma tira malamente di lato in diagonale. Il Como non si lascia intimorire e gioca la sua partita portando molti uomini in attacco, Diao a sinistra e Strefezza a destra spingono, il talento della stellina Nico Paz è evidente e supportato da un ottimo Da Cunha.
Il nostro centrocampo, stasera con Bondo vertice basso al posto di Fofana e più avanzati, come mezzali, Reijnders e Musah, non riesce a dettare i tempi di gioco, le azioni rossonere vanno a strappi e sono prive di coralità. La partita del Milan nel primo tempo finisce sostanzialmente al 13 minuto, quando Gimenez arretrato a centrocampo imbecca Musah completamente solo al limite dell’area dei lariani, il giocatore rossonero sbaglia l’aggancio facendo così sfumare una buona occasione. A questo punto inizia lo show del Como, che prende sempre più campo, con personalità ed idee, con i suoi giocatori più rappresentativi. Al 31 minuto il primo squillo: Diao batte in velocità Gabbia e pesca Nico Paz che di prima intenzione tira a botta sicura, Maignan para. Passa un minuto, uno-due velocissimo al limite dell’ aerea tra Nico Paz e Da Cunha tiro preciso e vantaggio dei Lariani. Un vantaggio meritato perché il Como gioca bene, la sua pressione ed il suo palleggio disorientano i rossoneri, usciti quasi completamente dalla partita con il passare dei minuti.
La nostra manovra implode, senza fluidità, Musah pasticcia, Bondo generoso ma già ammonito dopo 10 minuti, Gimenez completamente isolato ed avulso dalla manovra. La cosa più inquietante è che, quando entra la nostra Curva nello stadio (prosegue la protesta contro la proprietà), la squadra esce dalla partita. Il Como, sapientemente schierato da Fabregas, ha idee chiare, con il gioiello Nico Paz a tratti devastante. Ai nostri avversari tutto funziona alla perfezione come nell’occasione avuta da Kempf, in chiusura della prima frazione della gara, che, pescato in area rossonera da Caqueret, calcia quasi a colpo sicuro: Maignan, ancora una volta, nega il gol ed il tracollo della nostra squadra.
SECONDO TEMPO
La ripresa inizia con la sostituzione, a sorpresa, di Theo Hernandez con Jimenez e quella di Bondo con Fofana al quale Mister Conceição aveva concesso un turno di risposo. Il gioco ricomincia con il solito refrain della prima frazione: Como ben messo in campo con ottima proprietà di palleggio, Milan che arranca e, la prestazione di Musah, è l’evidenza del disagio della nostra mediana che non riesce ad arginare i giovani talentuosi lariani. Yunus, in evidente affanno, si fa ammonire per un fallo sciocco su Diao e, diffidato, salterà la prossima partita con il Napoli.
Passano due minuti, ennesimo scambio veloce tra Da Cunha e Nico Paz, quest’ultimo verticalizza maestosamente lanciando il compagno che, appena entrato in area, fulmina Maignan, complice una deviazione di Gabbia. Sembra la fine di tutto, ma il richiamo al Var dell’arbitro Marchetti pone in evidenza un fuorigioco millimetrico che annulla il goal e ci tiene in vita.
Arriva il momento di Joao Felix che subentra a Musah. Il Milan cerca di reagire più con la forza dei nervi che non affidandosi al gioco. È il momento dei giocatori che, solitamente, con la loro classe, riescono a tirare fuori dal buio un raggio di luce. Accade al 53 minuto: Reijnders, cresciuto in maniera esponenziale, con uno scavetto trova magistralmente Pulisic, scattato da par suo dietro la linea difensiva dei lariani, controllo perfetto e diagonale angolato di Capitan America che non lascia scampo al portiere Butez.
Il pareggio dà ossigeno ai nostri ragazzi, complice anche un calo evidente del Como che, comunque, continua a fare la sua partita. Conceição inserisce Abraham per uno spento Gimenez, lontano anni luce dal Bomber centrato e vivo delle prime tre partite giocate e da recuperare, assolutamente, per il bene della squadra e dell’economia del nostro gioco.
Tammy entra con la testa e l’atteggiamento giusto, il Milan si appoggia spesso a lui che, con maestria, fa da punto di riferimento in avanti e smista palloni con grande sapienza e precisione, prima partecipando ad una bella transizione offensiva al 69 minuto, quando Pulisic pesca Reijnders libero al limite dell’area che di piatto scheggia la traversa,e poi, al 75 minuto, quando, con una stupenda verticalizzazione, trova ancora Reijnders che di giustezza batte Butez per il 2-1.
La partita gira per l’ennesima volta dalla nostra parte, complice anche, come detto precedentemente, il calo della pressione lariana e della pulizia del suo palleggio. Da segnalare l’espulsione, dopo 10 minuti dall’ingresso, di Dele Alli al suo esordio. Mi fa personalmente grande tristezza vedere la parabola discendente di questo giocatore che, fino a pochi anni fa, era uno dei talenti più fulgidi d’Europa.
Lo sbilanciamento finale del Como alla ricerca del pareggio ci regala un’altra grande giocata del duo Abraham- Reijnders, con l’olandese che, per un soffio, manca il gol della sicurezza.
Finisce finalmente una partita in linea con il nostro status attuale, quello dell’indicibile sofferenza, complice un bellissimo Como guidato da Fabregas, ottimo tecnico. Ci portiamo a casa i tre punti e la reazione dei ragazzi. Il clima surreale della contestazione certamente non aiuta ma questo non è il momento degli abili. Riusciamo a vedere uno spiraglio di luce che ci autorizza a credere di avere ancora qualche possibilità di raggiungere un traguardo, quello della qualificazione in Champions che, comunque, resta ancora lontanissimo.
FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO
TABELLINO
MILAN-COMO 2-1
Marcatori: 33′ pt Da Cunha (C), 53′ st Pulisic (M), 75′ st Reijnders (M)
MILAN (1-4-3-2-1): Maignan; Walker, Gabbia, Thiaw, Theo Hernandez (46′ st Jimenez); Bondo (46′ st Fofana), Musah (52′ st Joao Felix); Pulisic, Reijnders, Leao (78′ st Loftus-Cheek); Gimenez (68′ st Abraham). A disp.: Sportiello, Torriani, Loftus-Cheek, Jovic, Chukwueze, Tomori, Florenzi, Pavlovic, Terracciano, Sottil. All.: Sergio Conceiçao.
COMO (1-4-2-3-1): Butez; Smolcic, Godaniga, Valle, Kempf (46′ st Dossena, 63′ st Van der Brempt); Da Cunha (81′ st Dele Alli), Caqueret (63′ st Perrone); Diao, Nico Paz, Stefezza; Cutrone (72′ st Douvikas). A disp.: Reina, Iovine, Gabrielloni, Fadera, Alberto Moreno, Ikoné, Sergi Roberto, Engelhardt, Vojvoda. All. Cesc Fabregas.
Arbitro: Marchetti
Ammoniti: 10′ pt Bondo (M), 48′ pt Musah (M), 68′ st Perrone (C), 79′ st Jimenez (M), 79′ st Strefezza (C), 83′ st Conceicao (M), 90′ st Nico Paz (C)
Espulsi: 91′ st Dele Alli (C), 93′ st Fabregas (C)
Recupero: 1T 1′ – 2T 6′

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .
9 risposte
Niente, hai detto tutto te. Aggiungo soltanto che non essendoci continuità di gioco è difficile che arrivi continuità di risultati. Spero di sbagliarmi. Forza Milan!
Grazie Gianluca ..speriamo di trovarla in queste ultime partite…ormai siamo al countdown finale , la speranza che i ragazzi si guardino dentro.. e magari tirino fuori quell’orgoglio e quella compattezza che tanto ci manca speci in Coppa Italia se passiamo lo scoglio della semifinale una delle due squadre che eventualmente troveremo sono alla nostra portata
Complimenti a Stefano e al suo ottimo articolo! Mi trovo completamente rispecchiato nella sua analisi della partita, ma anche nel commento rispetto agli scenari futuri.
Se parliamo del futuro a mio parere l’obiettivo della identità e quindi del milanismo mi sembra quello più indispensabile.
I simboli , non si toccano. Sembrano dettagli ma non lo sono . Il colore dello stemma che viene modificato per compiacere ai grafici e quelle magliette inguardabili. Questi sono simboli, fanno parte della nostra identità e non sono merce negoziabile. Uno come De Zerbi per esempio, magari accompagnato da una figura storica ( penso a Filippo, Tassotti..) sarebbe una svolta in questo senso e riporterebbe un Calcio che è nel DNA di questa società.
Capisco però che con questi giocatori specie Leao ci si faccia ingolodire dai contropiedisti…
Tornando alla ricostruzione giocatori e società che si abbiano il coraggio di rompere con la curva. È indegno quello che stanno facendo. Perché li lasciano entrare dopo 15 minuti?
Sarebbe un bel segnale che tutti i giocatori gli voltassero le spalle. Altro che andare a genuflettersi.
Una parola per Musah. Credo molto in questo ragazzo. Aiutiamolo in questo momento sfortunato. È forte. Forza Milan
grazie Mirko sì dobbiamo riappropriarci, per quanto possibile, del nostro Dna, assolutamente…ma purtroppo e’ tutto il calcio che si sta snaturando… la speranza che si salvi il salvabile nel nostro piccolo quei valori che ci hanno sempre aiutato ad essere unici.
Ottimo commento ad una partita che ha offerto molti spunti di riflessione e che hai evidenziato, caro Stefano, con la solita puntualità. Il Como ha un’identità di gioco e lo ha imposto in casa di un Milan che fatica a trovare continuità. Ci hanno aggredito e hanno occupato bene il campo per tutto il primo tempo. Noi per fortuna siamo usciti dal torpore e abbiamo vinto una partita fondamentale per la caccia a un posto europeo. Non possiamo non prescindere dalla classe di Pulisic e dalla presenza di Reijnders, due giocatori sui quali costruire il futuro. Gimenez ha bisogno di palloni. Presto per dare un giudizio. Da qui alla fine saranno tutte finali da cercare di vincere. Poi si dovrà pianificare il futuro. Per bene.
Carissimo Stefano, ancora una volta Chapeau! Concordo nella tua dettagliata analisi del match nel gioco, nelle valutazioni dei singoli ed infine nella previsione di un imminente scenario che probabilmente cambierà gran parte del nostro Milan a partire dai dirigenti passando per la panchina (concordo anche sulla “ribollita” a beneficio di un De Zerbi o Fabregas) per finire con un gran repulisti nella rosa (qualora non si vincesse la Coppa Italia ed in contemporanea non centrassimo l’ultimo posto per l’Europa). Per ora godiamoci e ringraziamo Tijjani Reijnders alias quell’eclettico cinematografico di capitan Davy Jones sulla tolda dellirresistibile veliero Olandese Volante!
Un caro abbraccio e buona domenica.
Massimo 48
Grazie sempre caro e gentilissimo Massimo, fa bene al cuore compattarci tutto vecchi cuori rossoneri, dobbiamo assolutamente tentare tentare e tentare la Coppa Italia ed un posto in Europa sono lì a pochi passi e siamo solo noi padroni del nostro destino
Ottimi commenti completamente condivisibili.
Anch’io eviterei le minestre riscaldate. Direi di stare uniti alla nostra squadra ed al mister che non ha avuto molto tempo per impartire i propri dettami. I giocatori sono tuttu validissimi. Confido in un buon finale.
grazie Alessio speriamo !!